La Croce Rossa: "non gestiremo il CPT di Bari"Martedì 22 novembre 2005, ore 13:05 (Bari, 18 Novembre 2005) Dopo la rinucia
della Croce Verde alla gestione del CPT di Gradisca D’Isonzo,
un’altra importante vittoria per le reti sociali locali e nazionali che
lottano contro i CPT e che il 3 dicembre manifesteranno a Roma per la
libertà di circolazione, contro la guerra e la Bossi-Fini.
(gentilmente dal sito Global Project - Bari) Bari - La Croce Rossa rinuncia a gestire il CptComunicato stampa della Rete No-Cpt (Bari, 18 Novembre 2005) Apprendiamo
dalla stampa
la decisione della Croce Rossa Italiana di Bari di rinunciare alla
gestione del Centro di Permanenza Temporanea di Bari (S. Paolo). La
Rete no CPT di Bari apprezza la decisione del presidente provinciale
dell’ente, Michele Bozzi, che ha comunicato alla prefettura di
rinunciare all’affidamento della gestione Cpt. Sebbene
al momento non sia stata ancora motivata, questa decisione s’inserisce
nel solco di altre posizioni ufficiali delle nostre istituzioni locali:
Regione, Comune e Provincia, infatti, già da tempo hanno espresso la
propria contrarietà alla nascita, nella nostra città, di un “carcere
amministrativo per immigrati”. Ci
piace pensare, quindi, che anche la decisione del presidente Bozzi prenda
le mosse da una più attenta analisi della ricaduta sociale, non solo
sugli immigrati, ma sull’intera popolazione, di un simile mostro
giuridico e di una politica autoritaria e discriminante. Ci
piace pensare che la manifestazione
nazionale del 22 ottobre, che a Bari e a Gradisca di Isonzo ha visto
partecipare migliaia di persone contrarie al Cpt, abbia sortito qualche
effetto. Ci
piace pensare, che le azioni
intraprese dai movimenti abbiano contribuito ad aumentare la sensibilità
e la coscienza politica di questa città, non ultima, l’interlocuzione
tra San Nicola e lo stesso presidente Bozzi, che, nella sede della Croce
rossa di piazza Mercantile, il 21 ottobre, ebbero modo di dialogare a
lungo sulla disumanità dei luoghi che comunemente chiamiamo Cpt. Sarebbe
molto bello, infatti, se il presidente Bozzi avesse rinunciato
all’affidamento del carcere amministrativo per gli immigrati perché
motivato dalla assenza di legalità che lo contraddistingue nelle
fondamenta sociali e giuridiche. Sarebbe bello, perché questo
restituirebbe alla stessa Croce rossa la dignità di un’associazione
umanitaria che, con il solo accettare di gestire un Cpt, viene invece
radicalmente meno. Qualunque
sia la motivazione che ha spinto questa decisione, ne siamo comunque
soddisfatti. E per diversi motivi. Innanzitutto,
perché consente un rallentamento della macchina burocratica che spinge
verso l’apertura del Cpt. In secondo luogo, perché dimostra che è
possibile “disobbedire”
e intralciare le scelte politiche fondate sulla esclusione e sulla
discriminazione: altrettanto dovrebbero fare gli enti locali, in sintonia
con le decisioni già prese, per ostacolare, boicottare e infine impedire
la apertura del Cpt. Chiediamo di porre un ostacolo per ogni
“servizio” necessario al suo funzionamento: che si rallentino gli
allacciamenti del gas, dell’elettricità, dell’acqua. Che i servizi di
ristorazione rifiutino gli appalti per portare cibo nelle mense dei Cpt. Il
gesto del presidente Bozzi deve parlare anche ai prossimi candidati alla
gestione del Cpt di Bari, e non solo di Bari: a loro chiediamo di seguire
l’esempio della Croce Rossa, di rinunciare al business della reclusione
e della espulsione degli immigrati. Infine,
sappiamo che il presidente Bozzi ha dichiarato che si tratta di una
“scelta del tutto personale ed univoca”. Una scelta di coscienza,
quindi, di cui lo ringraziamo. Invitiamo
l’intera cittadinanza a condividere e proseguire questa lotta . Bari,
18 novembre 2005 RETE
NO CPT DI BARI (nocpt@libero.it)
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