Per chiudere i CPT, per impedire l'apertura dei nuovi centri di detenzione. Per l'abrogazione della legge Bossi-Fini senza che si torni alla Turco-Napolitano e contro l'ipotesi di legge Turco-Sinisi. Per l'abrogazione di tutti i reati connessi alla clandestinità, per l'amnistia dei reati legati alle leggittime lotte sociali contro la legge Bossi-Fini e per lo smantellamento di tutti i CPT. Per la rottura netta del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, contro la precarietà e per la libertà di circolazione. Contro la guerra e per l'abrogazione della legge Pisanu. Per il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi di soggiorno, per la regolarizzazione permanente di tutti i migranti presenti in Italia. Per fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione. Per una legge in materia di asilo politico che tuteli realmente i richiedenti e i rifugiati. Per la cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i migranti

       

          Tutti in piazza il 3 dicembre 2005

         sosteniamo l'autorganizzazione dei migranti.

       Abroghiamo la Bossi-Fini, 

       no alla Turco-Napolitano!

         Casa, lavoro, soggiorno per tutti!

     in continuità 

       con la manifestazione nazionale contro i cpt

 del  22 ottobre 2005 di Bari e Gradisca

        Mai più CPT!

          Chiudiamo tutte le galere etniche!

    Libertà di circolazione e di movimento!

 

Appello nazionale

 delle Reti Migranti

 e Antirazziste 



Saremo di nuovo in piazza il 3 dicembre a Roma, proseguendo la lotta che ci ha visto davanti ai cpt il  22 ottobre a Gradisca d’Isonzo e Bari per la chiusura di tutte le galere etniche, per affermare i diritti delle migranti e dei migranti


La vita di molte migliaia di persone è quotidianamente negata da una legislazione razzista, dalle politiche proibizioniste e repressive, dalle logiche emergenziali.

Donne e uomini migranti continuano a morire in un’Europa sempre più disseminata di carceri: nel rogo di Amsterdam, sulle frontiere di Ceuta e Melilla, nelle tragedie del mare.

Donne e uomini migranti vengono quotidianamente privati della propria libertà e di ogni diritto nei centri di permanenza temporanea: il diritto speciale dei migranti, la detenzione amministrativa, sono l’espressione massima di quello “stato di eccezione” che sta minando la democrazia.

Sui migranti si sperimenta oggi la costruzione di una società dell’esclusione in cui si intrecciano precarietà del lavoro e della vita, autoritarismo e repressione.

La legge Bossi-Fini, che subordina il rinnovo dei permessi di soggiorno a un contratto di lavoro ha reso ancora più evidente quello che era chiaro già da tempo: i migranti non sono considerati persone, soggetti che vogliono affermare i propri diritti sociali e politici, ma mera forza lavoro, da usare, costringere nei centri di detenzione o espellere a seconda delle esigenze del mercato e di un modello economico e sociale sempre più iniquo.

L’intreccio con la legge 30 sul mercato del lavoro non ha fatto altro che aumentare drammaticamente la precarietà, imponendo di ripetere le pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno sempre più spesso, aggravando i tempi di attesa, mentre il vincolo della certificazione delle condizioni abitative dà ai datori di lavoro un ulteriore strumento di ricatto sulla vita di donne e uomini migranti.

Le vicende degli ultimi mesi con l’acuirsi delle logiche emergenziali, l’approvazione del pacchetto Pisanu e la proposizione dell’equazione fra immigrazione clandestina e terrorismo, non hanno fatto che aggravare questa condizione. Le logiche di guerra hanno sempre bisogno di capri espiatori. Allo stesso tempo centinaia di persone subiscono con sempre maggiore accanimento le conseguenze penali delle legittime azioni, portate avanti in questi anni per cancellare dai nostri territori i CPT e i Centri di Identificazione e per chiederne la chiusura dentro e fuori l’Europa. E’ parte del nostro percorso la rivendicazione dell’amnistia per i reati legati alla clandestinità e alle lotte sociali.

Ma è cresciuta anche la consapevolezza dell’inaccettabilità di tutto questo, della necessità di aprire una stagione nuova che conquisti diritti e libertà per i migranti, che ponga fine all’imbarbarimento della società.

Le mobilitazioni dei migranti contro la legge Bossi Fini, per i propri diritti, le iniziative delle realtà sociali e sindacali che hanno costruito vertenze contro la precarietà, le esperienze istituzionali partecipative hanno contribuito in maniera decisiva ad affermare la necessità di un cambiamento radicale delle scelte politiche e legislative.  

La netta opposizione alla legge Bossi-Fini, a qualsiasi ipotesi di ritorno della Turco Napolitano, al legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, ai CPT e alle espulsioni e deportazioni di massa, la rivendicazione della libertà di muoversi e di restare per  i migranti  potranno trovare forza solo se uomini e donne migranti saranno ancora una volta, in massa, protagonisti delle loro lotte.

Per questo chiamiamo il movimento dei migranti, il movimento antirazzista, antiliberista e pacifista, a una nuova mobilitazione generale, a una settimana di iniziative territoriali a novembre contro il decreto di attuazione della Bossi-Fini,  alla manifestazione nazionale  il 3 dicembre a Roma:

- per la chiusura definitiva dei Centri di Permanenza Temporanea e dei Centri di Identificazione

- per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, senza che si torni alla precedente Turco-Napolitano e alla cultura che l’ha ispirata

- per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro

- per una legge in materia di asilo politico che tuteli realmente i richiedenti e i rifugiati

- per la cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i migranti

- per il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi di soggiorno, per la regolarizzazione permanente di titti i migranti in Italia, per la libertà di circolazione

- per fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione

- per l’abrogazione di tutti i reati connessi alla clandestinità, la non punibilità, ovvero per l’amnistia-indulto per tutti i reati connessi alle lotte sociali

- contro la guerra e per  l’abrogazione della legge Pisanu.

  I Movimenti dei Migranti e Antirazzisti


per adesioni scrivere a: 

reti.migranti@libero.it

 


 

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