Comunicato del Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa


Oggi 22 ottobre l'Assemblea nazionale delle reti Migranti e Antirazziste ha organizzato a Bari e Gradisca di Isonzo due manifestazioni contro l’apertura di due nuovi Cpt e per la chiusura di tutti i centri di permanenza temporanea e i centri di identificazione.

La recente attenzione dei media alla denuncia delle condizioni di detenzione e gli abusi perpetrati nel CPT di Lampedusa ha evidenziato quanto in realtà era già noto. La richiesta di chiarimenti da parte di organizzazioni internazionali quali Amnesty International e Medici Senza Frontiere, nonché le denunce da parte della Rete antirazzista siciliana, al ministro Pisanu è rimasta inattesa, mentre il responsabile del Viminale ha dichiarato la necessità di incrementare il numero e la funzionalità dei CPT.

Allarmanti risultano inoltre le discussioni dei leaders del centro-sinistra: Rutelli, Fassino, Turco che affermano la possibilità di “umanizzare” i CPT rimarcando la differenza con i centri decritti nella legge Turco - Napolitano e legittimandone l’esistenza e la funzione. La realtà dei CPT rappresenta l’emblema delle politiche immigratorie in Italia e in Europa, che anche nella nostra città generano luoghi di “reclusione”, meno identificabili fisicamente ma altrettanto responsabili di marginalità e negazione dei diritti, quali: situazioni abitative fatiscenti e sovraffollate, difficoltà di accesso alle cure sanitarie, lavoro sommerso, mal retribuito e ad alto rischio di infortuni.

Per questo oggi il Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa, nel denunciare la situazione, decreta la detenzione amministrativa della Prefettura limitandone la libertà di movimento con un muro di filo spinato.

Oggi anche qui a Pisa, con questa iniziativa vogliamo ribadire la nostra netta opposizione alla legge Bossi-Fini, a qualsiasi ipotesi di ritorno della Turco Napolitano, al legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, ai centri di permanenza temporanea e alle espulsioni e deportazioni di massa; la rivendicazione della libertà di muoversi e di restare, per tutti i migranti, potranno trovare forza solo se uomini e donne migranti saranno ancorauna volta, in massa, protagonisti delle loro lotte.

Saremo di nuovo in piazza a Roma il prossimo 3 dicembre, per affermare i diritti delle migranti e dei migranti, contro ogni politica di sfruttamento e coercizione che i governi, a prescindere dal loro colore, hanno messo in atto, e contro la criminalizzazione di coloro che in Italia hanno sempre sostenuto le lotte e il movimento dei migranti.

Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa