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Cofferati sgombera con le ruspe le baracche sul longoreno di Bologna. Ecco la "rusposta" ai lavoratori immigrati che chiedevano giustizia (Bologna 19 ottobre 2005)
Questa mattina alle 7.00, con una operazione
di polizia, il sindaco Cofferati ha ordinato lo sgombero forzato e
immediato delle baracche presenti nella zona del Lungoreno alla
periferia ovest di Bologna. Le ruspe sono intervenute sgombrando
l’area e i fabbricati dove vivevano più di 300 persone, in
maggioranza lavoratori rumeni impiegati nel settore dell’edilizia,
operai che sono da tempo schiavizzati dal caporalato e dal lavoro nero.
La maggior parte degli abitanti è riuscita
a scappare, ma risultano fermati ed accompagnati in Questura una ventina
di persone, comprese donne insieme ai loro bambini, e per alcuni di loro
è già previsto l’invio al CPT di Via Mattei.
Lo sgombero è stato disposto, a quanto
risulta, senza nessuna ordinanza e senza neppure avvisare la vicesindaco
Adriana Scaramuzzino, con delega alle politiche sociali, e difatti non
era presente all’azione nessun operatore dei servizi sociali del
comune, per assistere eventualmente le famiglie colpite dal
provvedimento: non ci si è preoccupato neanche di salvare le apparenze
“umanitarie” di una operazione comunque drammaticamente cinica e
brutale.
Chi dovrebbe affrontare e cercare soluzioni
sociali, il sindaco e la giunta, opera invece nel segno di una distorta
concezione di legalità (senza giustizia) e di decoro (senza dignità),
nella piena e pignola applicazione della Bossi-Fini e delle sue logiche.
Da mesi si stava denunciando questa
situazione di sfruttamento e di miseria, si chiedeva un intervento di
tipo sociale e politico per assicurare dignità e giustizia a questi
lavoratori e alle loro famiglie, la risposta è arrivata ed è stata una
risposta di repressione.
Nonostante diverse iniziative sullo scandalo
del mercato delle braccia nel settore delle costruzioni, le denuncie
degli stessi lavoratori, che spesso non venivano neppure pagati, le
commissioni comunali che si sono riunite per discutere della situazione,
la risposta è stata quella di sgomberare i diritti, di seppellire sotto
le ruspe le denuncie e le richieste di dignità e di libertà di
centinaia di persone.
Si riconferma, purtroppo, la necessità di
una ampia mobilitazione sui temi delle libertà e dei diritti dei
lavoratori immigrati a partire dagli appuntamenti di sabato prossimo, 22
ottobre, con le manifestazioni di Gradisca D’Isonzo e a Bari contro i
CPT, in preparazione della manifestazione nazionale contro la Bossi-Fini
e le politiche razziste del 3 dicembre a Roma.
Per tutti il primo appuntamento lanciato a
Bologna è per domani pomeriggio:
PRESIDIO CITTADINO
GIOVEDI’ 20 ALLE ORE 17.00 P.ZZA NETTUNO - BOLOGNA
CUB confederazione unitaria di base Bologna
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