Intervento del Coordinamento Migranti Verona


La lotta contro la legge Bossi-Fini e contro la legge Turco-Napolitano che le ha aperto la strada ha fatto passi significativi negli ultimi anni. Attraverso di essa abbiamo costruito reti, ci siamo dati obiettivi, abbiamo imparato a conoscere chi è dalla nostra parte e chi invece pensa di poterci mobilitare solo per sventolare le sue bandiere.

Abbiamo imparato a diffidare di chi, anche a sinistra, pensa legittimi i CPT, ritiene si possa umanizzare o rendere più confortevoli i lager, crede legittimo provare a gestirli facendo profitti sulla sofferenza dei migranti. Abbiamo imparato a tenere lontani gli specialisti dell'antirazzismo che contribuiscono a produrre clandestinità precarizzando il lavoro e legalizzando il caporalato. E che difendono l'impianto delle nuove legislazioni europee ed italiane sul diritto del lavoro.

Abbiamo imparato a tenere a distanza chi accredita l'equivalenza immigrato-potenziale terrorista e gioca con le retoriche disgustose della destra rendendole così rispettabili.E abbiamo imparato che la delega ai sindacati va fatta come ai barbieri: se non tagliano bene i capelli, li si ringrazia, li si lascia e si può passare ad altri. Conosciamo la logica per cui, in fase di licenziamenti, si negoziano accordi che prevedono che gli immigrati possono comunque tornare a casa.

Abbiamo imparato che solo la lotta paga.Che solo l'autorganizzazione del lavoro migrante e precario può essere in grado di tracciare percorsi efficaci di mobilitazione sul terreno dei diritti sociali.  Abbiamo imparato che si possono bloccare gli sfratti, occupare le case, aprire vertenze con le questure. Che si possono vincere battaglie. Muovendo dal basso e senza deleghe.

E' in questa forma che ci muoviamo in direzione della manifestazione nazionale del 3 dicembre a Roma. Una manifestazione che non deve essere e che non sarà una triste - per quanto colorata e partecipata - sfilata, ma che deve essere e che sarà la scintilla che accende un nuovo ciclo di lotte e l'occasione per stanare chi gioca sulla pelle dei migranti.

Vogliamo che permesso di soggiorno e contratto di lavoro vengano ritenute cose diverse e incompatibili. Vogliamo libertà di movimento e la chiusura senza se e senza ma dei CPT. Vogliamo l'amnistia per i reati connessi alla lotta contro le leggi della clandestinizzazione:
per i fratelli che hanno svelato l'oscenità dei CPT a Trieste, a Milano, a Bologna, a Gradisca e a Bari-Palese, per chi assieme a noi ha occupato le case, e per chi, tra di noi, rischia l'espulsione solo per aver venduto dei CD.

Veniamo a Roma per ribadirlo. Chi marcia con noi non può nascondersi. O sta con noi, fratello tra i fratelli, parte tra le parti di un grande processo di autorganizzazione dal basso, o sta con chi ci prende in giro, ci sfrutta, pretende di cancellarci , vuole, come i padroni e come i razzisti, renderci invisibili.

MOUSTAPHA WAGNE, Coordinamento migranti Verona - Federato RdB
TAHAR SELLAMI, Coordinamento migranti Verona - Federato RdB