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Intervento del Coordinamento Migranti Verona La lotta contro la legge Bossi-Fini e contro la legge
Turco-Napolitano che le ha aperto la strada ha fatto passi significativi
negli ultimi anni. Attraverso di essa abbiamo costruito reti, ci siamo
dati obiettivi, abbiamo imparato a conoscere chi è dalla nostra parte e
chi invece pensa di poterci mobilitare solo per sventolare le sue
bandiere. Abbiamo imparato a diffidare di chi, anche a sinistra,
pensa legittimi i CPT, ritiene si possa umanizzare o rendere più
confortevoli i lager, crede legittimo provare a gestirli facendo profitti
sulla sofferenza dei migranti. Abbiamo imparato a tenere lontani gli
specialisti dell'antirazzismo che contribuiscono a produrre clandestinità
precarizzando il lavoro e legalizzando il caporalato. E che difendono
l'impianto delle nuove legislazioni europee ed italiane sul diritto del
lavoro. Abbiamo imparato che solo la lotta paga.Che solo l'autorganizzazione
del lavoro migrante e precario può essere in grado di tracciare percorsi
efficaci di mobilitazione sul terreno dei diritti sociali. Abbiamo imparato che si possono bloccare gli sfratti, occupare
le case, aprire vertenze con le questure. Che si possono vincere
battaglie. Muovendo dal basso e senza deleghe. Veniamo a Roma per ribadirlo. Chi marcia con noi non può nascondersi. O sta con noi, fratello tra i fratelli, parte tra le parti di un grande processo di autorganizzazione dal basso, o sta con chi ci prende in giro, ci sfrutta, pretende di cancellarci , vuole, come i padroni e come i razzisti, renderci invisibili. MOUSTAPHA
WAGNE, Coordinamento migranti Verona - Federato RdB |
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